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Tributi

Relativamente ai tributi regionali, la L.R. 31/05 riconosce al Difensore civico regionale la funzione di Garante del Contribuente. In tale ambito il Difensore civico, di sua iniziativa o su richiesta del contribuente o di qualsiasi altro soggetto interessato che evidenzi disfunzioni, irregolarità, scorrettezze, prassi amministrative anomale o irragionevoli o qualsiasi altro comportamento suscettibile di incrinare il rapporto di fiducia tra cittadini ed amministrazione tributaria regionale, pur non avendo poteri impositivi, può rivolgere all'Ufficio tributario regionale richieste di chiarimenti o di documenti e proporre l'attivazione delle conseguenti procedure di autotutela avverso gli atti tributari notificati al contribuente. Per i tributi locali, qualora non sia stato istituito o nominato il Difensore civico comunale o provinciale, il Difensore civico regionale può intervenire di propria iniziativa o su richiesta di singoli ed enti che lamentino, in relazione a propri diritti ed interessi, un caso di cattiva amministrazione da parte dell’Ufficio tributario dell’Ente locale o concessionario. Si ha cattiva amministrazione quando un atto tributario sia stato formato o emanato oppure l’attività tributaria sia stata esercitata in modo irregolare o illegittimo oppure un atto dovuto (ad es. un rimborso già riconosciuto) sia omesso o immotivatamente ritardato oppure vi sia stata una mancanza di risposta o un rifiuto di informazione. Il Difensore civico regionale, pur non avendo poteri impositivi, può rivolgere all’Ufficio tributario dell’Ente locale o al concessionario richieste di documenti, verifiche e chiarimenti. Per i tributi nazionali esiste un apposito organo, il Garante del Contribuente per la Toscana presso la Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate, con il quale comunque il Difensore civico regionale ha un rapporto di collaborazione, nel reciproco rispetto delle relative competenze.
 

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